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(D)ISTRUZIONI PER L’USO
20 Febbraio

Il protagonista della storia è cresciuto in una famiglia disfunzionale: un padre narcisista e violento e una madre succube. Troppo piccolo per gestire emozioni così distruttive, impara presto che per la società essere “buono” equivale ad essere sottomesso. Così trasforma la rabbia repressa e il bisogno di protezione in un’ossessione per i videogiochi violenti, unico luogo in cui il dolore trova una forma e il suo “Io” trova identità e voce. In una casa in cui i pilastri che sorreggono la famiglia non sono mai esistiti, i videogiochi diventano il suo santuario e la sua fortezza: un mondo nel quale, finalmente, non è più vittima impotente ma colui che detiene il controllo e il diritto di esistere.